Disinstalli un programma, Windows ti dice che è stato rimosso, e pensi che la storia sia finita. In realtà, nella maggior parte dei casi, una parte del programma resta sul PC per sempre: cartelle piene di file, impostazioni nel registro, collegamenti che non portano più a nulla, a volte persino servizi che Windows prova ad avviare a ogni accensione.
Sono i file zombie: resti di programmi che non esistono più, ma che continuano a occupare spazio e, in alcuni casi, a rallentare il computer.
Dove si nascondono
- Program Files e Program Files (x86): cartelle rimaste dopo la disinstallazione, a volte con centinaia di MB dentro.
- AppData (Local, Roaming e LocalLow): impostazioni, cache e dati dei programmi, spesso i resti più pesanti.
- ProgramData: dati condivisi tra gli utenti.
- Registro di Windows: chiavi con le impostazioni del programma.
- Menu Start e Desktop: collegamenti che puntano a file che non esistono più.
- Servizi: componenti che partono con Windows e cercano un programma ormai cancellato.
Programmi fantasma
A volte succede il contrario: il programma è sparito, ma compare ancora nell'elenco "App installate" di Windows. Se provi a disinstallarlo, ricevi un errore. Sono voci rimaste nel registro dopo una disinstallazione interrotta o una cancellazione manuale della cartella.
Perché non conviene cancellarli a mano
Il rischio di cancellare a mano è sbagliare cartella. Nomi come "Common Files", cartelle dei driver o dati condivisi da più programmi sembrano inutili ma servono. E alcune cartelle in AppData contengono dati preziosi: portafogli di criptovalute, salvataggi dei giochi, archivi delle chat, database delle password. Cancellarli per errore significa perderli per sempre.
Come fare in sicurezza
Il metodo corretto è confrontare ogni cartella con l'elenco dei programmi davvero installati, dei servizi attivi e dei programmi in esecuzione, e considerare "zombie" solo ciò che non è collegato a niente. E prima di rimuovere, salvare tutto in modo da poterlo ripristinare.
È esattamente quello che fa PC Nuovo: confronta ogni cartella con i programmi installati, segna in verde i resti sicuri, in giallo quelli da verificare e in rosso le cartelle che potrebbero contenere dati personali, che non vengono mai selezionate da sole. Prima di rimuovere crea un punto di ripristino di Windows, e tutto finisce in una Quarantena da cui puoi rimettere a posto ogni file e ogni chiave di registro.
Il registro va pulito?
Le chiavi di registro dei programmi disinstallati occupano pochissimo spazio e raramente rallentano il PC. Pulirle ha senso per ordine, ma con prudenza: meglio rimuovere solo quelle chiaramente orfane e sempre con una copia di sicurezza. Diffida dei programmi che promettono di "velocizzare il PC del 300%" pulendo il registro.
Ogni quanto farlo
Una volta ogni pochi mesi, e sempre dopo aver disinstallato programmi grandi come giochi, suite di grafica o antivirus di prova, che sono quelli che lasciano più resti.
